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#ltis13: diario 2013-04-14

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(gratt)acapo/i

Ieri, copiando qui il diario fuori blog per #ltis 13 fatto su PiratePad, ho pasticciato un bel po’, soprattutto a causa degli a capo (“line breaks”).

Avevo scartato l’idea di copiare il contenuto di ciascun giorno in un post separato che avrei retrodatato alla data pertinente come si può fare con WordPress. Jim Shimabukuro lo fa per tutti i profili di autori di ETCJournal.com: post normali retrodatati a diverse date del 2008, soprattutto il 1° ottobre 2008, salvo quando si distrae e lascia la data vera, o se l’autore chiede di usare un suo profilo esistente.

Mai capito perché non usa invece pagine statiche, che sono proprio fatte per questo tipo di contenuti. La data dei post è una caratteristica fondamentale dei blog, che sono come una sfilza di email ordinati per ordine cronologico, in una specie di e-rotolo di carta igienica cronologico. Vabbé, adesso sui bordi si possono anche aggiungere merletti: elenchi di post e commenti, ultimi tweet, ecc ecc. Ma con le date dei post non va pasticciato.

Dunque scartata la retrodatazione, volevo mettere tutto il diario “pre-blog” in un solo post. Però mi serviva una specie di sommario con sotto-link per facilitare la navigazione, e siccome non son capace di scriverne uno direttamente in codice html (sbaglio sempre qualcosa nel creare le ancore), sono passata dall’editore per pagine Web di LibreOffice.

Primo piccolo (gratt)acapo: PiratePad usa i ritorni a capo invece di paragrafi veri . Quindi oltre a sostituire i  titoli puramente visivi (fatti con grassetto e grassetto sottolineato) con titoli strutturali per poter trarne un sommario, ho anche sostituito tutti gli a capo con paragrafi veri: abbastanza facile con Cerca e Sostituisci nella sorgente.

Secondo (gratt)acapo: l’idea era di copiare la sorgente LibreOffice nell’editore di post WordPress in modalità Text (sorgente). Però nella sorgente di LibreOffice ci sono degli a capo puramente visivi  per facilitare la lettura, che poi non appaiono in lettura normale – ma invece il software  WordPress traduce quegli a capo puramente visivi della sorgente in a capo veri che si vedono nel post. Ma siccome sono puramente visivi, non ci hanno  tag che si potrebbero rimuovere in una sola volta con Cerca e Sostituisci in LibreOffice, allora ho tolto i stramaledetti a capo uno ad uno nell’editore WordPress  e quindi il post l’ho pubblicato dopo mezzanotte, cioè con data di oggi…

Avrei anche potuto ricopiare le parti tra i titoli dal file  LibreOffice in modalità normale, non sorgente, però proprio perché era tardi, non ci ho pensato 😀

Stili strutturali e fruibilità

OK, nel post di ieri della copia nel diario pre-blog, volevo stili di titoli strutturali per poter trarre un sommario interattivo usabile da tutti.  Oggi non sto creando un sommario, perché questo post non dovrebbe essere  così mostruosamente lungo.  Però lo stesso, uso titoli strutturali (di livello H3 perché H1 e H2 sono già usati dalla struttura globale del blog).

Motivo: ance se  chi ci vede e non ha problemi di lettura può scorrere facilmente attraverso il testo, i titoli strutturali servono per farlo a chi deve usare un programma di sintesi vocale – come JAWS, NVDA – per leggere: i ciechi e forti dislessici ad esempio.  In effetti quei programmi di sintesi vocale non si limitano a leggere il testo dall’inizio alla fine con voce sintetica, ma permettono di spostarcisi da titolo a titolo – a patto, appunto, che siano titoli strutturali H1 H2 H3 ecc, e non cavolate puramente decorative (fatte con grassetto, sottolineato ecc)  come i soli titoli che si possono fare con PiratePad, o TextEdit su Mac, purtroppo.

Nei post di Andreas per  #ltis 13, in particolare in Ok, qualcosa su Piratepad – #ltis13, lui ha ripetutamente insistito sul fatto che PiratePad non è una piattaforma wiki.  Eppure PiratePad conserva le revisioni, consente di ripristinarne una anteriore, ha uno spazio commenti (la chat) —  come una pagina wiki, o come una pagina Google Docs o – ad uso degli autori, come un post WordPress. Una differenza, come dice lui, sta nel fatto che un pad PiratePad è UNA sola pagina, e che non ne è garantita la durabilità. Però secondo me la differenza più importante – ed irritante – sta proprio in quell’impossibilità di adoperare stili – e in particolare titoli – strutturali con PiratePad

Virgole

In Apriamo il blog #lt13. Andreas prima ci aveva chiesto di mandargli un email con oggetto “mooc” poi  dati separati da virgole: nome completo, cognome, URL del blog, eventuali nickname usati in rete, insistendo sull’importanza delle virgole e del non scrivere nient’altro.

Avevo pensato: caspita, ha un trucco per estrarre automaticamente quei dati dai nostri e-mail e per creare un file .csv (comma-separated values9. E che se ne farà, serve forse per i <a href=”http://iamarf.org/tag/sociogramma/”>sociogrammi </a> che ha usato in passato per rappresentare l'(inter)attività dei partecipanti a un corso?

Poi ha sostituito la richiesta di e-mail con un modulo Google Drive e i moduli Google Drive ti sputano le risposte belle ordinate in uno spreadsheet (foglio di lavoro / di calcolo?) pure quello GD,  che in un certo senso è la visualizzazione di un file .csv, e soprattutto che può essere scaricato come .csv.  Perché vabbé, già uno spreadsheet sarebbe una bella cosa, però appunto, cos’altro puoi combinare con un file .csv: quei sociogrammi? Oppure c’è un trucco per traadurli automaticamente in file OPML come quello che ci aveva proposto da aggiungere nei nostri aggregatori durante linf12, per seguire tutti i blog dei partecipanti? Cioè il passaggio da un file csv o perlomeno csvoide a un file xmloide si può fare con i sottotitoli, quindi perché no a un file OPML che è un file XML(oide) qnche quello. Ma non ci sarebbero un po’ troppi tipi di dati per un file OPMLoide?

Oppure arà diverse cose a partire della spreadsheet dei risultati: ne potrebbe fare una copia, tagliarvi le colonne che non servono per il file OPML, scaricarne il file .csv, trasfformarlo in file .OPML – e dalla spreadsheet completa, estrarre un .csv – ma per farne cosa?

LOL – sono proprio una filologa manquée come mi diceva G.S., a partire così per la tangente a proposito di virgole. Vedremo.

Lavello WordPress

Nel commento #84 a Apriamo il blog #lt13, annacilia aveva scritto:

,,, ho aperto il blog e scritto il primo articolo. La barra degli strumenti di scrittura è però molto povera; qualcuno sa dirmi come posso aggiungere altri comandi?

Poi nel commento #95 ha scritto:

Scusate ho risolto il problema era una sciocchezza.

Visto che il blog linkato sul suo nome è un blog WordPress, sembra che abbia scoperto il “lavello” (“kitchen sink”) della barra strumenti dell’editore di testo WordPress, che apre una seconda barra con un sacco di altri comandi, inclusi gli stili.  In gamba: io ci avevo messo mesi.

Ma perché diamine WordPress non mostra questa seconda barra strumenti automaticamente? a paura che turbi le nostre testoline?  Ma dover cliccare su un’icona chiamata “kitchen sink”per vederla non è affatto intuitivo: io vedo “Kitchn sink”, penso: “No grazie, i piatti li o già lavati” oppure “li laverò dopo”.

 

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Author: Claude Almansi

Freelance translator and subtitler, former teacher, human rights advocate - hence my interest in accessibility.

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