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Copyright, Copyleft, Copyfraud e Copyfear #ltis 13

14 Comments

Questa mattina ho ripensato al tentativo di Francesco Valotto di introdurre le nozioni di Copyright e Copyleft e in particolare, le licenze Creative Commons, nella discussione su Una domanda, un compito e un’esplorazione – #ltis13.

Copyfraud

Ci ho ripensato per via del post YouTube: Urheberrechtsmissbrauch vs. Public Domain, (“YouTube: abuso del diritto d’autore v. Dominio Pubblico”) dove Martin Steiger spiega il concetto di Copyfraud, cioè di rivendicazione infondata di diritti su un’opera (per un’ottima spiegazione non solo in italiano, ma contestualizzata alla realtà italiana, vedi Copyfraud & Copyfear di Marco Scialdone  28 giugno 2009).

Martin Steiger dà poi un esempio concreto di Copyfraud:  il software YouTube che reperisce potenziali violazioni di copyright gli ha spedito  un avvertimento: “Il tuo video potrebbe includere una canzone di proprietà di una terza parte.” (traduzione mia).

Ma vediamo il video incriminato:

Eh sì, quella “canzone” è l’inizio della 6a sinfonia di Beethoven,  interpretata dalla BBC Symphony Orchestra sotto la direzione di  Arturo Toscanini nel 1937. L’intera registrazione, ripulita da Bob Varney, è stata caricata da lui nell’Internet Archive nel 2008, con dedica al Dominio Pubblico, come risulta dal file metadata pertinente.

Il diritto d’autore è una cosa complicata, certo, però Martin Steiger è giurista specializzato in diritto informatico, diritto dei beni immateriali, diritto dei media e diritto aereo (si dice così? Luftrecht), nonché membro del Team che gestisce le licenze Creative Commons svizzere, quindi di ciò che il  diritto d’autore copre e non copre se n’intende. E d’altronde, se quell’interpretazione della 6a fosse sotto copyright, come mai la copia sull’Internet Archive, con la sua dedica al pubblico dominio, sta sempre lì, 5 anni dopo?

Sperimentazione

Decido di fare  una prova anch’io: metto su YouTube un video fatto di un estratto un pelo più lungo della stessa registrazione della 6a sinfonia offerta sull’internet Archive e di un po’ di testo “a karaoke” su sfondo nero:

però con riferimenti alle fonti nella descrizione del video.

L’e-rottweiler custode del copyright su  YouTube non reagisce: nessun avvertimento, nemmeno per “matching content” (contenuto corrispondente).

Riprovo: stesso estratto di prima, ma su sfondo nero, senza niente nella descrizione:

Questa volta l’e-rottweiler si sveglia e manda anche a me, in http://www.youtube.com/my_videos_copyright,  un avvertimento: Video bloccato in alcuni Paesi.

Seguo il link e trovo:

Il tuo video potrebbe includere musica di proprietà di una terza parte.

Il tuo video è bloccato in alcuni Paesi [con link a un pop-up che dice: “Germania”].

Di seguito sono riportati i dettagli:

“BBC Symphony Orchestra, Arturo Toscanini-Symphony No. 6, In F Major, Op. 68: I. Allegro ma non troppo  ”P”, registrazione sonora gestita da:
EMI
IODA”

L’e-rottweiler di YouTube sarà andato a farsi una cultura tra la notizia spedita a Martin Steiger, dove parlava di “canzone”, e questa, dove descrive correttamente  il brano usato?

E se non ha reagito al mio video precedente, sarà perché aveva letto e capito il contenuto della mia descrizione?

Secondo Martin Steiger, non è escluso che l’e-rottweiler tenga conto del contenuto della descrizione: questo spiegherebbe perché tanti utenti di YouTube vi menzionano “fair use”, nella speranza di tenerlo a bada.

Intanto, lui ed io abbiamo contestato la rivendicazione di copyright, scegliendo l’opzione “Questa opera è nel  dominio pubblico” e indicando la fonte della musica utilizzata.  Aggiornerò questo post in base al risultato.

Altri esempi di Copyfraud

  • Il musicista australiano Tom Ellard riporta in YouTube can kiss my ass. UPDATE: Who the hell are IODA?: di aver ricevuto un avvertimento YouTube per un video con la sua musica interpretata da lui stesso, che diceva: “Your video, Dead Eyes Opened Sydney January 2010, may have content that is owned or licensed by IODA” (Il tuo video, Dead Eyes Opened Sydney January 2010, potrebbe avere un contenuto che è proprietà o sotto licenza di IODA). Poi ha scoperto che IODA è il distributore delle sue opere negli Stati Uniti, ma non ha una licenza esclusiva su di esse.  La sua contestazione non è stata accettata, quindi ha spostato i suoi video da YouTube a Vimeo.
  • La Fox di Rubert Murdoch esige che Torrentfreaks sopprima i link per il download del romanzo breve Homeland di Cory Doctorow, che l’autore stesso ha pubblicato sotto una licenza Creative Commons che ne consente la distribuzione non commerciale. Motivo: c’è anche una serie TV intitolata “Homeland”, prodotta dalla Fox, per la quale essa vuol impedire la diffusione delle copie non autorizzate. Perciò spara a zero sulle copie di  qualsiasi cosa intitolata “Homeland”, che sia sua o meno.

Cosa possiamo fare?

Da una parte, è un dovere civico lottare contro questa pratica del Copyfraud da parte dei grossi produttori, e contro il modo in cui YouTube, o piuttosto Google, la facilita. Però va tenuto conto del fatto che quella soluzione dell’e-rotweiler che identifica corrispondenze con un’opera sotto copyright, Google l’ha escogitata per salvare YouTube. In effetti, quando ha comprato YouTube nel 2006, i grossi produttori volevano semplicemente farlo chiudere. Allora l’e-rottweiler va mandato a cuccia ogni volta che sbaglia, ma preferibilmente con garbo.

Inoltre è necessario informarsi bene prima di contestare un avvertimento YouTube per violazione del diritto d’autore. Il diritto d’autore era già complesso alla base, però lo è diventato ancora di più dai trattati del 1996 dell’OMPI sul copyright delle opere digitali. Qualche risorsa:

Soprattutto, come diceva Francesco Valotto nella discussione su Una domanda, un compito e un’esplorazione – #ltis13, è importantissimo, soprattutto in ambiente educativo, informarsi sul movimento Copyleft e sulle risorse e sui mezzi che offre per salvarsi dagli ingarbugliamenti del copyright attuale senza violarlo.

Oltre alle risorse che lui ha proposto in questa discussione,  vedi il fumetto Bound By Law  (c’è anche una traduzione italiana),  di Keith Aoki, James Boyle e Jennifer Jenkins del  Center for the Study of the Public Domain della facoltà  di diritto della Duke University. È di particolare interesse per quanto riguarda il multimedia, ma – come dicono gli autori – va tenuto conto del fatto che si riferisce alla legge US sul diritto d’autore, e quindi non è interamente applicabile in altri paesi, dove ad es. la nozione di “fair use” non esiste, o esiste solo in modo più limitato.

Allora su copyright e  fair use, ecco un ultimo video:  A Fair(y) Use Tale di Eric Faden:

(Ulteriori informazioni e link nella descrizione del video; versione con sottotitoli inglesi che producono una trascrizione – e che si potrebbero anche tradurre in italiano, volendo)

Aggiornamento sulla contestazione delle rivendicazioni di EMI e IODA

29 aprile 2013, sera: Adesso la pagina http://www.youtube.com/my_videos_copyright dice:

Beethoven’s 6th Symphony (excerpt)

28 aprile 2013 22:52
Corrispondenza con contenuti di terze parti contestata.

E se seguo il link, la nuova pagina dice:

Beethoven’s 6th Symphony (excerpt)

Il tuo video potrebbe includere un brano di proprietà di una terza parte. Ad esempio, potrebbe trattarsi di un brano in sottofondo o eseguito da una persona.
Il tuo video è disponibile e riproducibile.
Di seguito sono riportati i dettagli:
  • “BBC Symphony Orchestra, Arturo Toscanini-Symphony No. 6, In F Major, Op. 68: I. Allegro ma non troppo ”P”, registrazione sonora gestita da:

    EMI La tua contestazione in attesa di risposta entro il 29/05/13
    IODA La tua contestazione in attesa di risposta entro il 29/05/13

Cioè adesso l’avvertimento non parla più di blocchi in certi paesi -> Germania.  È già un risultato, però… 30 giorni concessi alla EMI e alla IODA per rispondere sono un po’ tanti, considerando che la restrizione iniziale, l’hanno potuto sbattere in pochi secondi dall’upload. Quindi sembra proprio che in quell’accordo con Google, le majors abbiano ottenuto “le beurre, l’argent du beurre, le fil à couper le beurre et la laitière par dessus le marché” – beh, la lattaia no, e  quella non molla così facilmente.

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Author: Claude Almansi

Freelance translator and subtitler, former teacher, human rights advocate - hence my interest in accessibility.

14 thoughts on “Copyright, Copyleft, Copyfraud e Copyfear #ltis 13

  1. Pingback: Copyright, Copyleft, Copyfraud e Copyfear | cloud bianco

  2. caspita, certo che quando ti interessi di qualcosa lo fai sul serio 🙂
    Grazie! Ribloggo

  3. Grazie per il ribloggamento, Monica. Sai, è in parte roba riciclata: tre anni fa avevo scritto YouTube, Geoblocks and Proxies, e siamo sempre lì: le major continuano a sbattere restrizioni assurde con motivazioni strampalate, e noi copyleftisti a dimostrare che sono assurde e strampalate.

    Però con certi operatori meno mastodontici si può anche ragionare: in un paio di casi, dove avevo effettivamente violato il copyright senza saperlo e la società che gestiva i diritti aveva sbattuto pubblicità indecorose sul video, essa ha accettato di rimuovere gli annunci in cambio di un link alla pagina dove comprare legittimamente la musica nella descrizione.

  4. La lattaia mi sembra molto, molto agguerrita 😉
    Molto interessante, ma come si fa, Claude, a mettere sul proprio blog, magari nella colonna di destra, il logo cc e il tipo di “attribuzione” (si dice cosí?) che si vuole dare ai materiali che pubblichiamo?

  5. Ciao Luisella

    Siccome le licenze CC sono in tre parti collegate – per umani, per giuristi e per computer . il modo più semplice per ottenere un pezzo di html da inserire in un “widget” plain text nella colonna di destra – oppure nel pié di pagina, visto che il tuo template twenty-eleven lo consente – è:
    – andare a http://creativecommons.org/choose o (http://creativecommons.org/choose/?lang=it se vuoi che la licenza parli italiano)
    – riempire il modulo interattivo per specificare come vuoi la licenza
    – copiare il codice generato nella casella in basso a destra
    – creare un widget di testo semplice o nella colonna di destra o nel piè di pagina e incollarvi il codice generato.

    Le opzioni del modulo sono semplici e ovvie, salvo forse quella per “Jurisdiction”: io ho scelto quella “internazionale”, quindi nel testo della mia licenza c’è “unported”. Andreas ha scelto “Itaiia”, quindi nella sua c’è “Italia License.” Se tu clicchi sui link rispettivi, vedrai che le pagine risultanti dicono le stesse cose, perché sono quelle “per umani”.

    Però se clicchi in ciascuna sul link che porta al “Legal Code” per giuristi, ci sono differenze: cioè io ho il Legal Code generico, Andreas ha quello che è stato adattato alla legge italiana sul diritto d’autore. Ma non essendo giurista non ti posso spiegare esattamente quali siano questi adattamenti 🙂

  6. Grazie mille per la spiegazione molto dettagliata! Ora provo!

  7. Fatto! La cosa strana è che anche andando sul sito http://creativecommons.org/choose/ mi dava la pagina in italiano, però mi sono fatta furba, e dopo aver copiato il codice generato nella casella in basso a destra e averlo incollato in un widget di testo, che ho aggiunto al Footer 2 del mio template twenty-eleven, sono andata a sostituire a mano il testo italiano con quello inglese 🙂
    Grazie!
    Ne approfitto per farti un’altra domanda… nel tuo blog i commenti hanno un permalink? Cioè se io volessi “citare” la tua spiegazione su come inserire la licenza cc nel proprio blog, posso fare riferimento a un link che rimanda proprio al tuo commento, oppure devo fare copia e incolla? Grazie…

    • Ciao Luisella,

      Non mi ero accorta che la pagina http://creativecommons.org/choose/ si presenta automaticamente nella lingua del browser dell’utente, come sembra da quanto descrivi.

      Va benissimo la tua soluzione, però per un’altra volta, se non vuoi star î a tradurre di nuovo: in calce alla pagina, sotto il dialogo interattivo, c’è una sezione intitolata “Questa pagina è disponibile nelle seguenti lingue: ” dalla quale potresti scegliere “English” che ti porterebbe a http://creativecommons.org/choose/?lang=en . E quella dovrebbe rimanere in inglese, quale che sia la lingua del browser.

      Sì, anche qui i commenti hanno il permalink, che è il link sulla data del commento.

      Ad es, per il tuo ultimo commento in questo thread: May 1, 2013 at 9:04 pm -> permalink= https://almansi.wordpress.com/2013/04/29/copyright-copyleft-copyfraud-e-copyfear-ltis-13/#comment-331 sulle parole “May 1, 2013 at 9:04 pm”.

      Francamente, preferirei la disposizione dei commenti che c’è sul blog di Andreas, con un numero assegnato ad ogni commento e un permalink chiaramente chiamato “permalink”: facilita il riferimento quando uno vuol rispondere a un commento che non è l’ultimo. Però credo che questa disposizione dipenda dal “tema” scelto: Twenty Eleven per il tuo blog (dove il permalink dei commenti è pure sulla data), Yoko qui, e per il blog di Andreas, Sandbox 1.6.2 adattato da lui, che è un geek 😀

      • Bene, perfetto! Non appena ho tempo provo a fare un post citando il permalink della tua risposta alla mia richiesta di chiarimenti su come inserire le licenze nel blog! Grazie ancora!

  8. Pingback: Prove di inserimento (embed) in blog WordPress.com #ltis13 | Bloglillon

  9. Pingback: Creative Commons, la condivisione del sapere | My cMOOC Blog

  10. Pingback: Esplorando l’embedding dei file audio | amentia verna

  11. Aggiornamento

    L’altro ieri, 28 maggio 2013, ho controllato la pagina http://www.youtube.com/copynotice?video_id=8a2TJmBIYAE , quella a proposito del video tutto nero senza descrizione, che prima mi diceva:
    “EMI La tua contestazione in attesa di risposta entro il 29/05/13
    IODA La tua contestazione in attesa di risposta entro il 29/05/13”

    Adesso dice:
    “EMI Reclamo abbandonato.
    IODA Reclamo abbandonato. ”

    Però nel frattempo ho ricevuto un’altra notifica simile, in http://www.youtube.com/copynotice?video_id=cWVrjAGci-s , questa volta a proposito del video video con i sottotitoli a karaoke e la descrizione, che usa esattamente lo stesso brano della sesta, e che avevo pubblicato lo stesso giorno. Differenza: questa volta, invece di bloccare il video in Germania, mi ci avevano sbattuto sopra una pubblicità. Un’idea assai cretina, visto che quel video in un mese aveva raccolto a malapena 31 visioni, e probabilmente da gente che non si sognerebbe mai di cliccare una pubblicità in un video.

    Perciò ho di ri-contestato questo nuovo reclamo, aggiungendo qualcosa sulla stupidità di quello sbattere una pubblicità sul video, poi ho aggiunto la copia della contestazione nella descrizione del video.

    Ieri 29 maggio, la pubblicità era stata tolta e adesso la pagina http://www.youtube.com/copynotice?video_id=cWVrjAGci-s dice:

    “BBC Symphony Orchestra, Arturo Toscanini-Symphony No. 6, In F Major, Op. 68: I. Allegro ma non troppo ''P”, registrazione sonora gestita da:
    EMI La tua contestazione
    in attesa di risposta entro il 27/06/13
    IODA La tua contestazione
    in attesa di risposta entro il 27/06/13″

    Analisi di Martin Steiger

    Anche nel caso del video del volo sopra Dübendorf e il suo aeroporto militare.di Martin Steiger, EMI e IODA hanno abbandonato il loro reclamo. Martin Steiger analizza da giurista l’iter dei reclami e della loro contestazione in YouTube: Copyfraud mit «Content ID» als Geschäftsmodell? (YouTube: Copyfraud tramite “Content ID” come modello commerciale? – 24 maggio 2013). Dopo un’analisi delle parti reclamanti iniziali, scrive, a proposito di questo modello commerciale basato sul Copyfraud e facilitato dal “Content ID” di YouTube:

    “Ärgerlich an diesem Verfahren ist das Fehlen jeglicher negativer Folgen für missbräuchlich angemeldete urheberrechtliche Ansprüche – für Entitäten wie «AdShare MG» besteht damit ein Anreiz, möglichst viele «Copyright Notices» weitgehend automatisiert versenden zu lassen … mit jedem missbräuchlichen Anspruch, gegen den sich der betreffende Nutzer nicht wehrt – das dürfte den Normalfall darstellen –, lassen sich Einnahmen durch Werbung erzielen.”

    Traduzione:

    “La cosa irritante in questo procedimento è la mancanza di qualsiasi conseguenza negativa per le rivendicazioni abusive di copyright da parte di enti come “AdShare MG”. È un’incitazione a spedire il più alto numero possibile di “Copyright Notices”, in modo ampiamente automatizzato. Ogni rivendicazione abusiva contro la quale l’utente colpito non si difende – e questo è probabilmente quel che avviene normalmente – consente di ottenere un reddito tramite annunci pubblicitari”.

    Perciò è un dovere civico contestare tali rivendicazioni abusive, e insegnare alle nuove leve come accertarne il carattere abusivo per poterle contestare anche loro – senza mettere a repentaglio il loro account YouTube “per contestazione abusiva”.

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