Bloglillon

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Taggare à la Maigret – #ltis13

2 Comments

A proposito di:

http://iamarf.org/2013/05/06/lo-strano-modo-ltis13-di-trovare-le-cose/ e http://iamarf.org/2013/05/11/taggo-quindi-sono-ltis13/ e discussioni nei commenti rispettivi, e http://piratepad.net/ltis13-tag .

Antefatto

Un tempo, nella letteratura sull’insegnamento delle lingue, insistevano tanto sulle “Wh- questions”:  Who (Chi), What (Cosa), Where (Dove), Why (Perché), When (Quando) e How (Come) – a volte, Which (Quale).  Come se fosse una nuova scoperta. E a vedere i risultati di una ricerca di Wh- questions in Google, non è finita.

Ma va! Anzitutto “How” mica inizia con Wh-. Poi quella è solo una versione ridotta delle domande dell’indagine criminali che circolavano già nell’antichità: Quis, Quid, Ubi, Quibus auxiliis, Cur, Quomodo,  Quando –  chi, cosa, dove, con quali mezzi, perché, in che modo, quando. Mi era venuta l’idea di scrivere una “Grammaire de Maigret”, usando estratti dei romanzi di Simenon dedicati al Commissario – e anche in omaggio all’omonimo Louis Meigret, che nel ‘500 scrisse Le tretté de la grammere françoeze e fu il primo a chiedere una riforma dell’impossibile ortografia francese, che stiamo ancora ad aspettare.

Ma  ho rinunciato: ci sarebbero stati grossi grattacapi di copyright e soprattutto, ci avevano già pensato i retori antichi ad applicare quelle domande agli enunciati.

Taggare à la Maigret

Rimane che queste domande servono per capire la sintassi di una frase, ma anche per descrivere e riassumere un testo. Quindi se le teniamo in mente quando aggiungiamo dei tag a un segnalibro di un testo – nel senso lato, includendo enunciati video, audio ecc – questo ci facilita molto la formulazione di quei tag:

  • Chi? Nome dell’autore
  • Cosa? Temi trattati (un tag per tema)
  • Dove? Dove è stato pubblicato (editore, città, paese in tag separati)
  • Quando? Quando è stato pubblicato – di preferenza sotto forma anno-mese-giorno, o solo anno se non ci sono dati completi, o qualcosa come non-datato se non si trova la data
  • Con quali mezzi? ad es. testo,  video, audio, gioco, applicazione (per tablet, per LIM…)
  • Come? Come si presenta la ricerca (riflessione, informazione, strumento…)? Qual’è l’approccio dell’autore  costruttivismo, connettivismo….)
  • Perché?  A  cosa serve (ad es. se si tratta di un’applicazione), ma anche motivazione e destnatari

Chiaro: non è necessario avere dei tag per ogni domanda, e viceversa si possono avere più tag per certe domande. E l’ordine dei tag non importa.

Nel contesto di *ltis13 dove i tag serviranno a identificare possibili partner, è particolarmente importante il tag “nome dell’autore”. Quindi per i blog con nomi strani – come questo, Bloglillon – è utile dare questa informazione da qualche parte: nel menù di navigazione, o nella pagina statica About / Su di me.

Il foglio elettronico che non c’è

Nel commento 54 a http://iamarf.org/2013/05/11/taggo-quindi-sono-ltis13/ avevo accennato alla possibilità di creare un modulo basato su queste domande per riordinare i tag proposti in http://piratepad.net/ltis13-tag  e ottenere così un foglio elettronico dove verrebbero raggruppati secondo queste domande. Poi si sarebbe potuto esportare come  file .csv – cioè di testo semplice con valori separati da virgole – che è un formato particolarmente aperto a ulteriori trasformazioni, grazie alla sua semplicità. Ci ho rinunciato perché i tag proposti in http://piratepad.net/ltis13-tag  ormai sono troppi. Ma mi è venuta un’idea di variante…

(forse continua)

Aggiornamento: l’idea era di aprire  direttamente il foglio elettronico Drive, senza passare dal modulo, di incollarvi tutti tag della lista PiratePad nella prima colonna, poi di utilizzare le altre per vari tipi di annotazioni. Interessante, a patto di non cercare di annotare ogni singolo tag. Ma soggettivo.

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Author: Claude Almansi

Freelance translator and subtitler, former teacher, human rights advocate - hence my interest in accessibility.

2 thoughts on “Taggare à la Maigret – #ltis13

  1. Bella e molto pratica la guida al tagging tramite le domande. Devo passare il suggerimento ai miei studenti (e prendere nota anch’io).

    • Grazie!

      Una volta ho avuto una classe di “corso base” di francese, con allievi piuttosto scontenti di essere stati incanalati lì invece che nel corso avanzato. Quindi, qualsiasi testo proponevo loro, se non conoscevano una parola, dicevano “non ci capisco niente”. Allora per sei mesi, invece di fare francese, li ho riabituati a fare quelle domande sul testo per capirlo. In particolare “perché” – forse saranno stati scoraggiati dal chiedere “perché” quando imparavano a parlare, poi anche a scuola.
      Comunque, ha funzionato. L’anno dopo, ho iniziato a spiegare che quelle domande potevano anche servire a strutturare un testo che scrivevano. Uno di loro ha detto: “Guardi, siamo in corso base ma non siamo mica deficienti: il suo trucchetto delle domande abbiamo capito da soli come usarlo per scrivere in italiano!”

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