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Generare un rapporto Diigo – #ltis13

5 Comments

Come spiega Andreas in uno dei tutorial su Diigo in http://iamarf.org/2013/05/16/iniziamo-a-taggare-ltis13/ , quando si guarda una pagina Diigo in modalità “Best for Edit or Manage” (meglio per modificare o gestire), ci sono caselline  accanto ai link che consentono di selezionarli e di sottoporre quelli selezionati a diverse azioni elencate nella lista a tendina “More actions…” in cima:

  • Delete (Cancellare)
  • Send to (Spedire a)
  • Generate report (Generare un rapporto – vedi sotto)
  • Revise tags (Rivedere i tag – controllare che sia attivata l’opzione add tags [aggiungere tags] e non quella replace tags [sostituire i tag])

Se si sceglie “Generate a report” (generare un rapporto), il rapporto sui segnalibri selezionati si apre una pagina popup, che si può modificare, selezionare e copiare – e quindi incollare altrove. Il rapporto include anche i commenti ai segnalibri ma non gli autori dei segnalibri né dei commenti, purtroppo. Però questo dati si potrebbero aggiungere a mano.

Problema: nei gruppi Diigo, sembra che la visualizzazione con caselline sia offerta solo ai moderatori – e me ne sono accorta soltanto dopo aver generato gli esempi che seguono. Stupido, però la soluzione per i non moderatori sarebbe di aggiungere i segnalibri che si vogliono includere in un rapporto nella propria “Library” (biblioteca), e di fare il rapporto da lì.

Esempi di rapporti allo stato brado, generati il 24 maggio 2013 tra le 11:00 e le 11:40:

Rapporto sugli ultimi segnalibri aggiunti al gruppo Diigo ltis13

Ausili didatici o feticismo consumista? | Blog del Comitato per la Scuola Pubblica – Valdera
http://scuolapubblicavaldera.altervista.org/blog/ausili-didatici-o-feticismo-consumista/

  • Perché in tempi di magra, dopo aver perso 8 (quasi 9) miliardi di euro, la scuola, secondo una tendenza in corso, dovrebbe fornire ad ogni alunno il tablet della marca più costosa che c’è? Daccordo: funziona meglio degli altri (anche se questo lo dovrebbe decidere una gara d’appalto), ma sono i tablet la cosa di cui oggi ha più bisogno la scuola in Italia?
  • Pur essendo un’utente dell’iPad, concordo sul fatto che un laboratorio di pittura, il sostegno agli alunni in difficoltà, e tutte le cose di cui parli siano di gran lunga più importanti. Sull’eliminazione dell’insegnamento della storia dell’arte al biennio del liceo classico e nel percorso moda degli istituti professionali (dove si è passati da 4 ore settimanali di arte e storia del costume nel triennio a ZERO ore nella scuola post-riforma Gelmini) stendiamo un velo pietoso. Se non si parte dal bello,da dove si dovrebbe partire? Detto questo, in Svezia hanno tutto (la pittura e la musica, ma anche i tablet di ultima generazione), perché investono nella scuola e sui giovani. Da noi i soldi servono a pagare le pensioni d’oro e mille altre cose inutili che arricchiscono la casta, impoverendo la scuola e la cultura… Bisognerebbe fare la rivoluzione, ma il popolo italiano non è mai stato rivoluzinario, al contrario dei francesi, e anzi è tendelzialmente di destra, conservatore…
  • Rimane il fatto che i tagli operati contro la scuola in Italia pesano come macigni, per questo non mi sembra il caso di entusiasmarsi per dei costosi contentini.
  • @ Daniele, Mi sono permessa di aggiungere “sostegno” ai tag del tuo segnalibro, perché – egoisticamente e concretamente – mi serve, anche se concettualmente, il tuo testo include l’aspetto sostegno nella didattica. Mi serve quando Andreas ha annunciato in http://iamarf.org/2013/05/09/lo-strano-modo-ltis13-di-trovarci/ che la seconda parte di #ltis13 sarebbe dedicata a trovarci per collaborazioni basate su interessi/problematiche comuni, citava proprio un commento che diceva “Io sono dalle parti di Novara, mi occupo – sono un’insegnante di sostegno, ho bisogno, vorrei trovare, parlare con altri che hanno bisogno di sostegno.” E nei tanti contributi dei partecipanti a #ltis13, sono emerse più volte le problematiche create dalle direttive calate da sopra in combinazioni con tagli alle risorse: problematiche generali, ma particolarmente acute per quanto riguarda l’inclusione di tutti (anzi, mo’ ti aggiungo anche il tag inclusione, mi sa). Per citarne uno che ricordo adesso: http://appinclusion.blogspot.ch/2013/04/non-solo-app.html di Maria Grazia Fiore e Elisabetta Brancaccio. L’angolazione è diversa della tua, perché loro non rifiutano i tablet a scuola. Però insistono sulla necessità di adottare e utilizzare sia i tablet sia le loro applicazioni in modo inclusivo – e nel determinarlo sono essenziali gli insegnanti di sostegno. @Luisella: sono importantissime le tue osservazioni sulle applicazioni web che dovrebbero funzionare con qualsiasi browser, ma che invece non funzionano con iPad. E d’altronde ci sono anche limitazioni del genere per i tablet android.
I contenuti della didattica digitale | SusyDiario
http://susydiario.wordpress.com/2013/05/22/i-contenuti-della-didattica-digitale/

  • Ben venga la didattica digitale, ma dentro che ci mettiamo?!
  • Concordo perfettamente con la tua meditazione e aggiungo che in generale, dietro il mito della comunicazione globale, c’è una solitudine desertica. Non escludo che l’era digitale offra chances inedite in vari campi (forse la medicina, ma soprattutto il business), ma in quello dell’educazione per ora sono fuochi artificiali. Quindi ben venga la comunicazione, ma che si comunica?
  • Personalmente avrei anche qualche risposta, o tentativo di risposta quantomeno (che poi sia valida rimane tutto da verificare). Il guaio è che se le risposte non mettono in moto la spesa in maniera massiccia non interessano a sufficienza nemmeno per valutarle! Spero nel mio prossimo post di riuscire ad introdurre questo livello di ragionamento
App…però!: Non solo app – Maria Grazia Fiore e Elisabetta Brancaccio 2013-04-18
http://appinclusion.blogspot.ch/2013/04/non-solo-app.html

  • “Il tablet è certamente il gadget tecnologico del momento nell’editoria digitale come nelle scuole. L’avvento, sempre imminente ma continuamente procrastinato, dei libri di testo digitali nonché le diverse sperimentazioni (che hanno rapidamente soppiantato quelle con la LIM, Lavagna Interattiva Multimediale) nella didattica curricolare, hanno trasformato il tablet nella bacchetta magica con cui combattere il disinteresse per contenuti stantii, colmare il digital divide tra docente e studente, proiettare la scuola nel futuro e mille altre meraviglie pedagogiche. Poco o nulla si dice però del suo utilizzo per i Bisogni Educativi Speciali (per tacere dei Bisogni Comunicativi Complessi), soprattutto al di fuori dei circuiti “specializzati”.. Eppure siamo di fronte finalmente a uno strumento inclusivo, piacevole, bello, efficiente in grado rendere simili invece che differenziare! E’ “normale” vedere qualcuno che usa un tablet in giro per la città: nessuno si fermerebbe per chiedergli perché lo usa! Però – anche se ci piace (ed è anche giusto) vederlo sotto questa luce – il percorso che porta all’utilizzo del tablet deve essere strutturato, personalizzato e condiviso con la consapevolezza che: 1) come ausilio potrebbe anche non andare bene per quel bambino/ragazzo/adulto; 2) soprattutto in età evolutiva, non tutti gli ambienti di vita potrebbero essere in grado di farlo utilizzare in maniera adeguata e significativa.”
Kriegsfotografie im Zeitalter von Photoshop: Wahrheit oder Fälschung? – Übersicht Nachrichten – Anton Holzer 2013-05-24NZZ.ch
http://www.nzz.ch/aktuell/feuilleton/uebersicht/wahrheit-oder-faelschung-1.18085988

  • “Kriegsfotografie im Zeitalter von Photoshop Wahrheit oder Fälschung? Übersicht Heute [2013-05-24], 06:00 [Anton Holzer] Ein Kriegsdrama, das so nie stattgefunden hat: Das im Beitrag geschilderte Kompositbild von Frank Hurley aus der Zeit des Ersten Weltkriegs. (Bild: Frank Hurley / State Library of NSW) Diskussionen um die Frage der Echtheit von Pressefotografien werden meist mit einer enormen Heftigkeit geführt. Das hat mit dem Dogma der Authentizität von Fotos zu tun – und auch mit der Rolle des modernen Kriegsfotografen, der im 20. Jahrhundert zu einem Boten der Wahrheit geworden ist.”
  • Trad. della citazione: “Fotografia di guerra nell’era di Photoshop – verità o falsificazione” (..) [didascalia della 1a foto] Un dramma di guerra che non è mai successo così: l’immagine composita, evocata nell’articolo, di Frank Hurley, ai tempi della prima Guerra Mondiale. (Immagine: Frank Hurley / State Library of NSW) Le discussioni sulla questione dell’autenticità delle fotografie della stampa sono in generale molto animate. Questo è correlato al dogma dell’autenticità delle foto, e anche al ruolo del fotografo di guerra moderno, che nel novecento è diventato un messaggero della verità.” Archiviato in http://www.webcitation.org/6GqdFgCIQ
Kataweb.it – Blog – Lipperatura di Loredana Lipperini ” Blog Archive ” A.A.A. VOTARE A
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/05/21/aaa-votare-a/

  • C’è chi dice “non mi riguarda”. E lo stanno dicendo in molti, in più occasioni, su diversi temi: dagli ameni negazionisti del femminicidio, che spuntano come primule quando la discussione diviene, da sotterranea, pubblica (e vedi mai ci si guadagnasse uno sprazzo di notorietà in più), ai puri e duri del web, pronti a serrare i ranghi quando paventano restrizioni e molto meno pronti, d’abitudine, a scaldarsi su altri argomenti.
  • Per frequentare le scuole paritarie private della FISM è necessario accettare un progetto educativo di impostazione cattolica (vedi articoli 1 e 2 dello statuto FISM) e la Carta formativa della Scuola cattolica dell’Infanzia. In tale Carta si legge che «l’azione educativa consiste nell’introdurre il bambino nella realtà, interpretata nella luce della Tradizione ecclesiale» e che «la trasmissione della dottrina della fede avviene mediante l’introduzione in uno stile di vita (stile del gioco, dello stare a tavola, del rapporto con gli amici…) che sia sostanziato dalle verità di fede imparate e celebrate». Nel caso una famiglia rifiuti la Carta formativa e insista comunque per iscrivere i figli alla scuola paritaria privata confessionale (come potrebbe capitare, ad esempio, a una famiglia non cattolica che non avesse trovato posto alla scuola pubblica), l’accettazione è rimandata al «comitato di gestione, […] il quale decide udito il Vicario Episcopale per la Cultura e la Scuola».
Rappresentazione dell’ “Amphitruo” | mafaldinablog
http://mafaldinablog.wordpress.com/2013/05/23/rappresentazione-dell-amphitruo/

  • Il gruppo teatrale del Liceo classico “M. Pagano” di Campobasso ha curato la messa in scena della commedia plautina “Amphitruo”. La “prima” ci sarà domenica  26 maggio ’13 alle ore 17:30 al  teatro Santo Stefano di Sepino (CB).
Il viaggio in una scuola finlandese, il paese che dedica il 7% del PIL all’istruzione e vanta il miglior sistema scolastico al mondo – Ambasciata di Finlandia, Roma : Attualità
http://www.finland.it/public/default.aspx?contentid=274005&nodeid=40248&culture=it-IT&contentlan=16#.UZzYmDt5WFV.twitter

  •  Da leggere per soffrire…
  • Cito dall’articolo: “computer e connessione internet wireless gratuita, …però anche …libri di testo, laboratori all’avanguardia con attrezzature di prim’ordine dal design all’educazione musicale e biblioteche… Faccioo notare come non si mitizza la tecnologia: gli strumenti digitali non sostituiscono libri, strumenti musicali e tutto quanto può servire a crescere.

Rapporto sugli ultimi segnalibri del gruppo ltis13 taggati inclusione

Ausili didatici o feticismo consumista? | Blog del Comitato per la Scuola Pubblica – Valdera
http://scuolapubblicavaldera.altervista.org/blog/ausili-didatici-o-feticismo-consumista/

  • Perché in tempi di magra, dopo aver perso 8 (quasi 9) miliardi di euro, la scuola, secondo una tendenza in corso, dovrebbe fornire ad ogni alunno il tablet della marca più costosa che c’è? Daccordo: funziona meglio degli altri (anche se questo lo dovrebbe decidere una gara d’appalto), ma sono i tablet la cosa di cui oggi ha più bisogno la scuola in Italia?
  • Pur essendo un’utente dell’iPad, concordo sul fatto che un laboratorio di pittura, il sostegno agli alunni in difficoltà, e tutte le cose di cui parli siano di gran lunga più importanti. Sull’eliminazione dell’insegnamento della storia dell’arte al biennio del liceo classico e nel percorso moda degli istituti professionali (dove si è passati da 4 ore settimanali di arte e storia del costume nel triennio a ZERO ore nella scuola post-riforma Gelmini) stendiamo un velo pietoso. Se non si parte dal bello,da dove si dovrebbe partire? Detto questo, in Svezia hanno tutto (la pittura e la musica, ma anche i tablet di ultima generazione), perché investono nella scuola e sui giovani. Da noi i soldi servono a pagare le pensioni d’oro e mille altre cose inutili che arricchiscono la casta, impoverendo la scuola e la cultura… Bisognerebbe fare la rivoluzione, ma il popolo italiano non è mai stato rivoluzinario, al contrario dei francesi, e anzi è tendelzialmente di destra, conservatore…
  • Rimane il fatto che i tagli operati contro la scuola in Italia pesano come macigni, per questo non mi sembra il caso di entusiasmarsi per dei costosi contentini.
  • @ Daniele, Mi sono permessa di aggiungere “sostegno” ai tag del tuo segnalibro, perché – egoisticamente e concretamente – mi serve, anche se concettualmente, il tuo testo include l’aspetto sostegno nella didattica. Mi serve quando Andreas ha annunciato in http://iamarf.org/2013/05/09/lo-strano-modo-ltis13-di-trovarci/ che la seconda parte di #ltis13 sarebbe dedicata a trovarci per collaborazioni basate su interessi/problematiche comuni, citava proprio un commento che diceva “Io sono dalle parti di Novara, mi occupo – sono un’insegnante di sostegno, ho bisogno, vorrei trovare, parlare con altri che hanno bisogno di sostegno.” E nei tanti contributi dei partecipanti a #ltis13, sono emerse più volte le problematiche create dalle direttive calate da sopra in combinazioni con tagli alle risorse: problematiche generali, ma particolarmente acute per quanto riguarda l’inclusione di tutti (anzi, mo’ ti aggiungo anche il tag inclusione, mi sa). Per citarne uno che ricordo adesso: http://appinclusion.blogspot.ch/2013/04/non-solo-app.html di Maria Grazia Fiore e Elisabetta Brancaccio. L’angolazione è diversa della tua, perché loro non rifiutano i tablet a scuola. Però insistono sulla necessità di adottare e utilizzare sia i tablet sia le loro applicazioni in modo inclusivo – e nel determinarlo sono essenziali gli insegnanti di sostegno. @Luisella: sono importantissime le tue osservazioni sulle applicazioni web che dovrebbero funzionare con qualsiasi browser, ma che invece non funzionano con iPad. E d’altronde ci sono anche limitazioni del genere per i tablet android.
App…però!: Non solo app – Maria Grazia Fiore e Elisabetta Brancaccio 2013-04-18
http://appinclusion.blogspot.ch/2013/04/non-solo-app.html

  • “Il tablet è certamente il gadget tecnologico del momento nell’editoria digitale come nelle scuole. L’avvento, sempre imminente ma continuamente procrastinato, dei libri di testo digitali nonché le diverse sperimentazioni (che hanno rapidamente soppiantato quelle con la LIM, Lavagna Interattiva Multimediale) nella didattica curricolare, hanno trasformato il tablet nella bacchetta magica con cui combattere il disinteresse per contenuti stantii, colmare il digital divide tra docente e studente, proiettare la scuola nel futuro e mille altre meraviglie pedagogiche. Poco o nulla si dice però del suo utilizzo per i Bisogni Educativi Speciali (per tacere dei Bisogni Comunicativi Complessi), soprattutto al di fuori dei circuiti “specializzati”.. Eppure siamo di fronte finalmente a uno strumento inclusivo, piacevole, bello, efficiente in grado rendere simili invece che differenziare! E’ “normale” vedere qualcuno che usa un tablet in giro per la città: nessuno si fermerebbe per chiedergli perché lo usa! Però – anche se ci piace (ed è anche giusto) vederlo sotto questa luce – il percorso che porta all’utilizzo del tablet deve essere strutturato, personalizzato e condiviso con la consapevolezza che: 1) come ausilio potrebbe anche non andare bene per quel bambino/ragazzo/adulto; 2) soprattutto in età evolutiva, non tutti gli ambienti di vita potrebbero essere in grado di farlo utilizzare in maniera adeguata e significativa.”
GLHI versus GLI: come cambia il Gruppo di Lavoro Handicap d’Istituto [I parte]
http://speculummaius.wordpress.com/2013/05/20/glhi-versus-gli-come-cambia-il-gruppo-di-lavoro-handicap-distituto-i-parte/

  • Articolo appartenente alla serie di post riguardanti la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e della seguente circolare sui BES
La bacchetta magica dell’inclusione
http://speculummaius.wordpress.com/2013/04/28/la-bacchetta-magica-per-linclusione/

  • Primo di una serie di post riguardanti la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e della seguente circolare sui BES

Rapporto sugli ultimi segnalibri del gruppo ltis13 taggati arte

Kriegsfotografie im Zeitalter von Photoshop: Wahrheit oder Fälschung? – Übersicht Nachrichten – Anton Holzer 2013-05-24NZZ.ch
http://www.nzz.ch/aktuell/feuilleton/uebersicht/wahrheit-oder-faelschung-1.18085988

  • “Kriegsfotografie im Zeitalter von Photoshop Wahrheit oder Fälschung? Übersicht Heute [2013-05-24], 06:00 [Anton Holzer] Ein Kriegsdrama, das so nie stattgefunden hat: Das im Beitrag geschilderte Kompositbild von Frank Hurley aus der Zeit des Ersten Weltkriegs. (Bild: Frank Hurley / State Library of NSW) Diskussionen um die Frage der Echtheit von Pressefotografien werden meist mit einer enormen Heftigkeit geführt. Das hat mit dem Dogma der Authentizität von Fotos zu tun – und auch mit der Rolle des modernen Kriegsfotografen, der im 20. Jahrhundert zu einem Boten der Wahrheit geworden ist.”
  • Trad. della citazione: “Fotografia di guerra nell’era di Photoshop – verità o falsificazione” (..) [didascalia della 1a foto] Un dramma di guerra che non è mai successo così: l’immagine composita, evocata nell’articolo, di Frank Hurley, ai tempi della prima Guerra Mondiale. (Immagine: Frank Hurley / State Library of NSW) Le discussioni sulla questione dell’autenticità delle fotografie della stampa sono in generale molto animate. Questo è correlato al dogma dell’autenticità delle foto, e anche al ruolo del fotografo di guerra moderno, che nel novecento è diventato un messaggero della verità.” Archiviato in http://www.webcitation.org/6GqdFgCIQ
Studiare con lo scrapbooking
http://www.didatticarte.it/Blog/?p=426

  • Lo scrapbook didattico per documentare un percorso di apprendimento in modo creativo ed efficace
Teoria della creatività
http://www.lua.it/files/2010/100706-BiffiScrivereAltrimenti/MarcoDallari.pdf

  • Breve saggio di Marco Dallari sul concetto pedagogico e filosofico di creatività
Matematica e … | tnt54
http://tnt54.wordpress.com/2013/05/18/matematica-e/

  • primo post su collegamenti interdisciplinari: arte
form@re (da verificare fine marzo 2013)
http://formare.erickson.it/wordpress/

  • “Form@re diventa un Open Journal Avvertiamo i gentili lettori che con il nuovo anno l’Open Journal Form@re termina le proprie pubblicazioni con le Edizioni Erickson e continuerà a uscire per la FUP – Firenze University Press, l’editore dell’Università degli Studi di Firenze. La rivista si propone di continuare il percorso già intrapreso dodici anni fa con le Edizioni Erickson in un contesto universitario, nell’ottica di una ulteriore integrazione con gli orientamenti internazionali che caratterizzano ormai la cultura degli Open Educational Journal. Si invitano i lettori interessati a rimanere aggiornati sulle prossime uscite e novità editoriali di Form@re attraverso la newsletter a compilare il form che si trova a questo indirizzo: http://tinyurl.com/FormareOpenJournal Il Direttore scientifico e le Edizioni Erickson ringraziano i lettori per aver creduto e sostenuto in questi anni una iniziativa editoriale che è nata con lo scopo di mettere a disposizione delle comunità di insegnanti e formatori un significativo archivio di ricerche, esperienze e riflessioni educative, che spaziano ormai dalle tecnologie alle metodologie, alle didattiche disciplinari, alla formazione professionale. La nuova edizione di Form@re, con i cambiamenti introdotti anche nella struttura scientifica e gestionale, sarà raggiungibile, a partire da marzo 2013, al seguente indirizzo internet: http://www.fupress.com/formare Il Direttore scientifico Antonio Calvani e la Redazione delle Edizioni Erickson” Via https://delicious.com/lapizz964

Carino, no?

Author: Claude Almansi

Freelance translator and subtitler, former teacher, human rights advocate - hence my interest in accessibility.

5 thoughts on “Generare un rapporto Diigo – #ltis13

  1. Non ricordo più dove hai scritto che ti eri resa conto che non tutti possono usare il comando “report”, ovvero fare rapporti. Tu, come moderatrice, puoi.
    Girando fra i tutorial presenti di Youtube, mi pare di aver capito che se ci si fa un account come EDUCATOR, si ha la possibilità di generare rapporti. Non ho ancora verificato, ma mi pare interessante.

  2. Ciao Lucia

    Tutti possono generare rapporti composti da segnalibri raccolti da un tag o più tag combinati della propria “Library” Diigo,

    È soltanto nei gruppi Diigo che bisogna aver lo statuto di amministratore per aver la visualizzazione dei segnalibri con le caselle “tickabili” necessaria per selezionarli e creare un rapporto. Almeno mi pare: nei gruppi Diigo dove sono membro, non ho questa possibilità di visualizzazione con le caselle. Invece ce l’ho nel gruppo nel gruppo ltis13.

    Bellissima questa possibilità di YouTube che evochi: facci un post quando avrai provato, per favore!

    • Mi sono espressa male: intendevo un account come insegnante in Diigo, come si vede qui. Su YouTube non so fare nulla!
      Grazie per aver chiarito il particolare sui report. Non avevo capito che il problema si poneva solo nei gruppi.
      Già che ci sono, c’è una domanda che volevo farti da tempo: che programma consigli per fare video-tutorial tipo quelli che fa Andreas (schermo più audio)? Certo che poi dovrei imparare a caricare i video su YouTube, ma credo che non sia difficile.

  3. Ciao Lucia

    Su un altro MacBook defunto, avevo installato SnapzProx di Ambrosia software che fa ottime catture video dello schermo, mi aveva detto un amico. Il problema ero io: ho l’angoscia del microfono, quindi parlare a un microfono e fare delle cose su uno schermo – forget it. Perciò se voglio fare un tutorial illustrato, mi faccio delle slide, poi registro il commento con audacity – dove posso correggere e ri-corregere, poi metto le slide e l’audio su myPlick.com e sincronizzo col loro tool. Però se noi hai questo problema e se hai un Mac, a $69 è un investimento ragionevole, mi pare.

    Su Windows, conosco gente contenta di Camtasia. Costa 4 volte quanto SnapProx ma comprende anche un editor video. Poi so di CamStudio che invece è opensource è gratuito, ma non conosco nessuno che lo usi.

    Caricare un video su YouTube (o su qualsiasi piattaforma di hosting video) è facile come aggiungere un allegato a un e-mail. Prima ti fai un account YT se non ce l’hai ancora, poi clicchi su Upload (Carica?), poi sulla freccia per selezionare il video dal finder del tuo computer.
    Mentre si carica tu scrivi il titolo e la descrizione, scegli una categoria, decidi se lo vuoi completamente publico e indicizzato dai motori di ricerca, visibile soltanto a chi ha l’URL o privato (visibile soltanto a te e a chi tu inviti). Puoi anche aggiungere dei tag: su YT, gli umani non li vedono più ma i motori di ricerca sì.

    Quando il video è caricato, clicca sul link per la visualizzazione, ed è fatta. Beh, ogni tanto il software ti dice di aspettare un filino perché sta ancora elaborando il file – quindi fa qualcos’altro poi torna.

    A presto,

    Claude

    • Non ho un Mac, quindi darò un’occhiata a CamStudio (temo in agosto: ho appena scoperto che sarò commissario esterno all’Esame di Stato, sigh!). Anche io ho il problema di ascoltare la mia stessa voce. Chissà se avrò mai il coraggio di realizzare le buone intenzioni? Eppure, dovendo passare per necessità almeno in parte alla “flipped class”, temo di non avere alternative.
      Molto incoraggiante quello che dici sull’uploading dei video su YT. Quello non sarà un problema.
      Grazie mille ancora una volta.

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