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Cantieri o(pml)erosi #ltis13 bis – toes = 5*shoulders

Dunque, come descritto in Cantieri o(pml)erosi – #ltis13, con i pochi cambiamenti ripetuti al primo file OPML che Andreas ci aveva dato, ho ottenuto la base della  pagina  ltis13-blog. Poi ci ho aggeggiato un po’, per aver i commenti di un dato blog direttamente sotto i suoi post.

Però se quella prima parte – cioè l’ottenere una pagina Wikispaces  con un lettore di feed per ogni feed descritto nel file OPML –  è semplice, quando ci sono tanti feed, questo significa lo stesso tanti copia-incolla noiosi.

Allora ho scritto a Adam Frey, creatore di Wikispaces, per chiedergli se non sarebbe possibile aggiungere un widget all’editore di pagina che facesse questa trasformazione  automaticamente per tutto un file OPML. Mi ha risposto:

It’s a cool idea. I’ll get it on our feature request list. To be fair, with the amount of stuff we have to do after this release it’s unlikely to be something we get to soon.
Maybe some sort of script to turn OPLM into Wikitext might be a good option in the meantime. Wouldn’t be hard I wouldn’t think.

Ottimo suggerimento, quello dello script. In effetti è da tempo che ne vorrei un altro,  per trasformare i file .txt delle etichette  Audacity  in un file .sbv di sottotitoli: anche lì, i due file fanno la stessa cosa: aggiungono indicazioni temporali a un pezzo di trascrizione per sincronizzarlo con l’audio/il video, quindi la traduzione dall’uno all’altro deve essere automatizzabile.

Solo che non so nemmeno da dove né con che cosa incominciare per fare uno script.

Però mi sono ricordata la pagina acli / Coursera-subtitles  di Ambrose Li su github.com. Finora ne avevo solo letto la parte discorsiva dove descrive i casini causati dai sottotitoli prodotti automaticamente tramite riconoscimento vocale  che Coursera aggiungeva ai video dei corsi nel suo “team” della piattaforma di sottotitolazione collaborativa  Universal Subtitles. Poi un anno fa Universal Subtitles è stata ribattezzata Amara, poi  il 1° marzo di quest’anno Coursera ha anunciato che stava sostituendo Amara con un tool interno, che ancora non si è visto, ma questa è un’altra storia.

In quella pagina acli / Coursera-subtitles, Ambrose ha anche una cartella intitolata “scripts“, allora adesso l’ho aperta. Lì c’è file reformat-extracted-text.py che serve a riformattare quei sottotitoli automatici di cui sopra. Non ci ho capito quasi niente, salvo che contiene una serie di comandi condizionali per fare trasformazioni come da nome del file, e dall’estensione .py, che è scritto in python.

Allora ho cercato un tutorial di python per principianti. Ne offrono uno i Computer Science Circles dell’università di Waterloo (Canada, non Belgio), che rimanda chi non ha alcuna esperienza di programmazione a un altro tutorial ancora più basilare: proprio per me. Ho già fatto il modulo “0: Hello!” (sbagliando il primo esercizio: avevo scritto Print invece di print) e sto complettando “1: Variables” . Lì c’è un esercizio intitolato Heads, Shoulders, Knees and Toes, come la canzoncina per bambini: scrivere un pezzo di codice per contare le teste, le spalle, le ginocchia e le dita dei piedi ad una festa, definendo 4 variabili: una chiamata heads, una chiamata shoulders, una chiamata knees, e una chiamata toes.

Allora ho scritto
heads = 1*people
shoulders = 2*people
knees = 1*shoulders
toes = 5*shoulders

perché mi faceva ridere definire il numero delle dita dei piedi come 5 volte il numero delle spalle, poi ho cliccato  “Run program” e il tutorial ha detto che era giusto. Va bene pure definire il numero di dita dei piedi come 10*people, meno male.

Il modulo che mi tenta davvero è “6: If”, ma meglio non correre.

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Cantieri o(pml)erosi – #ltis13

Aggiornamento: i ritratti degli abitanti del Villaggio cmook#ltis13

Monica Terenghi invece ha trasformato il file OPML per #ltis 13 in una stupenda tabella dove appaiono tutti nostri avatarl linkati ai nostri blog o alle nostre pagine gravatar: Villaggio cmooc#ltis13. E spiega chiarissimamente come ha fatto in L’html e l’arte di arrangiarsi.

Compito OPML

Il 18 aprile 2013, nel post Cantieri – #ltis13, Andreas ci ha proposto di mettere in un nostro aggregatore il file OPML con la lista dei feed dei post e dei commenti dei nostri blog per #ltis13, file che aveva linkato in cima a destra del suo blog: così avremmo potuto seguire facilmente ciò che facevano gli altri, e anche interagire direttamente con loro.

Questa volta quasi ci stavo.

Per altri due suoi corsi precedenti, avevo preferito dirottare il suo file OPML per crearmi una pagina wikispaces con aggregatori separati per ciascun feed:

In passato, certo, ho adoperato aggregatori: ne avevo persino fatto uno pubblico su Bloglines per ADISI, così era più facile mostrare cosa facevano i feed. Però gli aggregatori mi mettono il magone. I contenuti dei feed (qui, dei nostri blog) ci stanno dentro come i polli negli allevamenti in batteria. Preferisco dare a ciascuno dello spazio per ruspare.

Ma questa volta, siamo in tanti partecipanti a #ltis13. Quindi ho pensato, vada per l’aggregatore, sigh.

Adattamento / dirottamento del compito

Poi ci ho ripensato: per fare editing_multimediale_02_blogoclasse_feed e linf12 aggregatore, avevo adoperato wikispaces.com con l’editore WISYWIG, usando “inserisci Widget -> RSS” per ogni feed, il ce ti crea un grosso quadrato con sopra “rss” e basta nella pagina di scrittura:

Tra le parti testuali - nome autore, commenti, nome autore ecc: quadrati con solo scritto rss per tutti

Hic sunt leones insomma: facile sbagliare un URL.

Invece i widget di wikispaces, visti nell’editore wikitext, appaiono appunto in wikitext, cioè in testo. E per quel widget RSS, il wikitext è semplice. Esempio:

=Donatella Carli Moretti=
[rss url="http://carlimoretti.wordpress.com/feed" link="true" description="true" length="200" number="5" date="true" author="true"]

Soprattutto,  corrisponde abbastanza a quello per un dato feed nel file OPML. Esempio:

<outline title=”Donatella Carli Moretti” xmlUrl=”http://carlimoretti.wordpress.com/feed&#8221; />

perché valesse la pena provare a automatizzare almeno in parte la trasformazione del file OPML in pagina wiki con reader separati, cioè:

  1. nel file OPML, fare “trova e cambia tutti” ripetuti per sostituire a)  <outline title=” con = , b)  ” xmlUrl=” con = (cioè mettere il nome dell’autore tra =, che in wikitext crea un titolo H1 che può essere ripreso in un sommario piatto creato con [[toc|flat]]) e infine c) feed” /> con feed
  2. nell’editore wikitext della pagina wiki, incollare il risultato: cioè nome autore come titolo, seguito dall’URL del feed
  3. tra nome-titolo e URL,  creare un primo lettore di feed in codice wikitext
  4. incollarlo tale quale tra nome e URL per tutti i feed dello stesso tipo (ad es. tutti i feed dei post di blog WordPress)
  5. in ciascun lettore di feed, sostituire  il nome del blog con quello vero, copiato dall’URL proveniente dal file OPML, poi cancellare quell’URL
  6. come sopra per gli altri tipi di blog

Una volta ottenuti così i lettori feed per i post dei blog, ho deciso che preferivo avere per ciascuno il lettore dei commenti sotto quello dei post, invece di avere tutti i lettori di commenti dopo, ma anche questo l’ho fatto con dei copia-incolla.

Poi ho aggiunto i feed per il blog di Andreas, che non c’è nel file OPML perché lui ci aveva già chiesto prima di aggiungerlo all’aggregatore, ma non l’avevo fatto.

Risultato finora

Questa attività di sostituzioni e copia-incolla ha prodotto linf13-blog (veramente dovrei omogeneizzare il modo di intitolare quelle pagine aggreganti), attualmente alla 29a revisione, perché tendo a salvare spesso.

[Aggiornamento
😀 faccio  29 revisioni senza nemmeno accorgermi che ho mescolato gli acronimi linf12 e ltis13 nel titolo della pagina – meno male che con wikispaces, si possono rinominare le pagine creando un reindirizzamento dall’URL precedente: quindi adesso  linf13-blog reindirizza al più logico ltis13-blog. Ma è un fatto che è  sempre nei titoli che si annidano più facilmente i refusi: forse proprio perché sono belli grossi, quando controlliamo un testo, li percepiamo come “vabbé, è un titolo”, ma non li leggiamo veramente]

Svantaggi

  • La pagina è enorme, anche se il sommario interattivo ne facilita un po’ la navigazione.
  • È un lavoro un po’ noioso, soprattutto nella parte 5. È un po’ come lavorare all’uncinetto – ci sono momenti in cui la ripetitività ti ripulisce la mente, altri in cui te l’addormenta.
  • C’è un rischio di errori causati dalla noia.
  • Quando il file OPML viene aggiornato, gli aggiornamenti vanno trasferiti a mano.

Vantaggi

  • È una pagina web, quindi ci posso accedere sia dal laptop sia dal tablet – e altri, se vogliono, la possono anche usare da un apparecchio diverso da quello dove hanno installato l’aggregatore; oppure, se non hanno ancora dimestichezza con i feed e i loro aggregatori, per vederli in atto prima di creare un proprio aggregatore.
  • Può essere archiviata con WebCite, per conservare la situazione dei feed in un dato momento: vedi la versione archiviata il 20 aprile 2013, e quella archiviata il 22 aprile 2013.
  • Ciascun aggregatore può essere configurato separatamente: quello di quasi tutti i feed di post mostra 5 link, salvo per il blog di Andreas Formiconi, dove il reader dei post per ora ne mostra 21, cioè tutti i post #ltis13 attuali: quando ne aggiungerà uno, cambierò il parametro a 22.
  • Si possono aggiungere osservazioni a proposito di un aggregatore direttamente sopra o sotto di esso.

E da lì?

Alfabetizzare l’ordine e quindi il sommario? Ma forse questo è un desiderio da immigrante digitale. Forse è inutile nei testi digitali, visto che c’è Ctrl F. impareranno ancora l’alfabeto nell’ordine ABC ecc. i bambini tra, diciamo, 5 anni? Già 50 anni fa, nella classe di prima elementare di mio fratello, c’era un bambino  che rifiutava di impararlo a memoria, dicendo che lo si trova comunque all’inizio dei dizionari.  Mi pare che abbia retto fino in 3a o 4a, poi alla fine ha ceduto.

Creare una sottopagina per il blog di Andreas e per altri con intensa attività nei commenti? Non lo so: per i blog WordPress e NoBlogs si potrebbe, perché ogni post ha il suo feed proprio. Ma non con quelli Blogger (che d’altronde non hanno nemmeno tutti un feed funzionante per i commenti – strano).

Mettere assieme i due blog di Simonetta Maestri – blogspot e livejournal, come già fatto per quelli di Nicoletta Farmeschi – WordPress e NoBlogs? Questo, forse sì.