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Un Aggiornamento di Facebook nella Vita Reale – #ltis13

Video

(su come visualizzare / nascondere i sottotitoli o cambiarne la lingua, e su come visualizzarne la trascrizione interattiva, cfr. Attivazione e disattivazione dei sottotitoli nelle FAQ sui sottotitoli di YouTube)

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#ltis13: copia del diario “fuori blog”

Questo post risponde alla richiesta di Andreas Formiconi in Apriamo il blog #ltis13:

Cose da fare… : (…) Iniziate a trasferire il diario che avete scritto sino ad ora nel blog, strutturandolo come preferite in uno a più post.

| 5 aprile 2013 |
| 7  aprile, mattina |
| 7 aprile sera |
| 11 aprile pomeriggio (Non solo luci)|
| 12 aprile 2013 (Coursera/AmaraNon solo luci ) |
| 13 aprile 2013 ( BlogDigital Divide Network – RSS ) |

Apro questo pad [http://piratepad.net/ltis13-calmansi] secondo i suggerimenti del 2° post del Laboratorio Tecnologie Internet per la Scuola. O 3° se si conta anche http://iamarf.org/2013/02/28/un-cmooc-sulle-tecnologie-internet-per-la-scuola-ltis13/ – insomma secondo le indicazioni di http://iamarf.org/2013/04/05/una-domanda-un-compito-e-unesplorazione-ltis13/.

Nell’URL http://piratepad.net/ltis13-calmansi del pad, la parte ltis13 sta appunto per il laboratorio, e la parte calmansi è il mio nome utente su PiratePad (e su daltre cose Web 2.0) e sta per Claude Almansi, il mio nome. Veramente su PiratePad non c’è bisogno di farsi il nome utente, salvo se si vogliono creare gruppi, e una volta ci avevo provato.

Dunque, tornando a http://iamarf.org/2013/04/05/una-domanda-un-compito-e-unesplorazione-ltis13/: Andreas Formiconi scrive:

…Il compito
Iniziate un diario. Usatelo per tracciare cosa avete fatto, i problemi che avete incontrato, come li avete risolti, ma anche pensieri e sensazioni.
Per ora scrivete il diario dove vi pare, in un Blocco note, Libreoffice, Word o quello che volete. Appena avrete messo su casa, ovvero avrete ciascuno il vostro blog, allora ci trasferirete ciò che avete scritto fino a quel momento. Da lì in poi utilizzerete il blog per continuare il diario – che potrà evolvere anche in qualcos’altro. Ma non aprite un blog ora, o se l’avete fatto aspettate a usarlo. C’è da fare dell’altro prima.
L’invito a svolgere questo compito, distribuito lungo tutto il percorso è rivolto a tutti ma va considerato obbligatorio per coloro che immaginano di richiedere i CFU alla fine. Il diario costituirà la  traccia principale che utilizzerò per determinare l’esito del percorso. …

A me fa comodo, perché il mio blog italiano http://www.webmultimediale.org/almansi/  continua a far le bizze: mi dice

An error occurred Publish error in template ‘Atom Index’: Error in <mtEntries> tag:
Error in <mtEntryCategories> tag: Error in <mtCategoryLabel> tag:
You used an <$MTCategoryLabel$> tag outside of the proper context.

ogni volta che provo a pubblicare un post, anche se lo pubblica lo stesso. L’anno scorso, durante il percorso LT12, non l’avevo capito, allora riprovavo e riprovavo: risultato: decine di cloni del post. Prima li avevo tenuti come “evidence”, qualche giorno fa li ho cancellati quando ho postato i due ultimi pezzi “Navigare Meglio” – con l’ultimo, appunto su questo Laboratorio.

Però veramente anche PiratePad sta facendo le bizze stasera, riconnettendosi ogni 1-2 secondi. Da qui lo stile a singhiozzi di questo testo. Riproverò più tardi.

7 aprile, mattina

Ieri ho riprovato piratepad e funzionava, ma non aggiunto nulla  qui: ho tolto. Cioè nei commenti a http://iamarf.org/2013/02/28/un-cmooc-sulle-tecnologie-internet-per-la-scuola-ltis13/  diversi altri partecipanti hanno riportati problemi con PiratePad il 5 aprile, quindi probabilmente c’era un problema generale con il server.

Ieri mattina, il 6 aprile, andava meglio, appunto. Ma quando ho provato a vedere dove portavano i due hashtag che avevo inserito – quello del laboratorio, [diesi]ltis13 e uno [diesi]italiano che si può inserire tramite l’icona con le bandierine – le pagine risultanti http://piratepad.net/ep/search/?query=italiano  e http://piratepad.net/ep/search/?query=ltis13 dicevano:

Tag searching has been disabled due to performance and stabilityreasons, searching will be activated as soon as an optimization on the search routines has been put in place.
The goal of this change is to make Piratepad more stable and to not suffer the periods of downtime it has for a while now.
We’re sorry for the inconvenience.

Quindi ho tolto i 2 hashtag, visto che comunque non servivano, e forse creavano problemi. E comunque rimangono nella revisione precedente, http://piratepad.net/ep/pad/view/ltis13-calmansi/QK1AcakKGv.

Tra i commenti a http://iamarf.org/2013/02/28/un-cmooc-sulle-tecnologie-internet-per-la-scuola-ltis13/, più precisamente alla richiesta che cominciassimo un diario ‘pre-blog’, alcuni riguardano il ‘cosa scrivere’, ma molti il ‘con quale strumento scrivere’ – e diversi il ‘come tener traccia dei contenuti di tutti quei commenti’.

Su quel tener traccia, matzlanz – http://matzlanz.wordpress.com/ – nel commento 122 http://bit.ly/XlpXK5 – ha scritto:

ciao @angela a proposito degli strumenti googlocratici credo che le mie idee, per il diario partiranno da https://drive.google.com/keep/ volevo provare ad etichettare le note e vedere se riesco a ritrovarle.

E io ieri ho provato a farmi un formulario Google Drive http://bit.ly/Y5M58l per inserire schede sui commenti in un foglio di lavoro pure Google Drive http://bit.ly/Y5MjfU perché non riesco a scrivere direttamente in un foglio di lavoro, desktop o online. Ho rinunciato dopo aver schedato i primi 8 commenti a http://iamarf.org/2013/02/28/un-cmooc-sulle-tecnologie-internet-per-la-scuola-ltis13/, il post ‘pre-cMOOC’ di Andreas. Ci vuole troppo tempo.

Diigo? Un altro modo sarebbe di fare un segnalibro Diigo per ogni permalink di commento, taggandolo con parole chiave, poi condividere il segnalibro in https://groups.diigo.com/group/ltis13, il gruppo Diigo che abbiamo pre-impostato per il cMOOC. Però:

  • È presto per introdurre il social bookmarking (e ho già sovvertito l’ordine previsto menzionando Scroogled a proposito della ‘googlocrazia’ come dice matzlanz – vedi il commento 130 http://bit.ly/ZfDD5H di Andreas).

  • Sarebbe troppo invasivo

  • Sarebbe una pizza, a meno di organizzare un gruppetto di taggatori che si suddivida la pizza.

Però è tentante, perché ogni tag avrebbe il suo bravo RSS feed, che lo renderebbe booleianamente abbinabile con ogni altro tag per produrre percorsi di lettura.

Ma c’è una specie di hubris forse, nel cercare di tener traccia di tutto. Forse è meglio leggerci i commenti, ricordare i temi che ci interessano, poi rileggerci i commenti su un tema dato adoperando Ctrl F.

Comunque ci ho provato lo stesso, però senza aggiungere ogni link al gruppo, per ora: vedi https://www.diigo.com/user/calmansi/%23ltis_commento – per ora condiviso globalmente con il gruppo come https://www.diigo.com/user/calmansi/%23ltis_commento
.

Gli (I ?) RSS feed sono appunto il tema del post successivo del cMOOC: http://iamarf.org/2013/04/06/come-seguire-le-fonti-in-internet-ltis13/. Nei commenti, qualche rimpianto per la scomparsa di Google Reader.

Beh fa parte della Googlocrazia che ci ha dato poi tolto Wave, i (gli?) Knol, il Buzz… ed è anche detto espressamente nei Termini di servizio di Google http://www.google.com/intl/it/policies/terms/:

Modifica e interruzione della fornitura dei Servizi

Ci adoperiamo costantemente per modificare e migliorare i nostri Servizi. Potremmo aggiungere o rimuovere funzionalità o caratteristiche e potremmo sospendere o interrompere del tutto la fornitura di un Servizio….

(io veramente mi sarei abbonata via e-mail ai post e ai commenti del blog di Andreas, old fashioned, vero?)

Serendipità: E adesso Andreas ha pubblicato un nuovo post: http://iamarf.org/2013/04/07/un-esempio-di-serendipita-ltis13/ con sondaggio per dire se siamo pronti a proseguire: se si vuol fiatare non si risponde. Per ora non ho risposto, perché volevo andare avanti con i segnalibri dei commenti, ma al diavolo, sarò old fashioned ma so anche multitaskare da decenni – come tutte le donne, forse. Quindi vado a votare.

7 aprile sera

Vista la domanda di Dina in http://iamarf.org/2013/04/05/una-domanda-un-compito-e-unesplorazione-ltis13/#comment-13323  sull’allegare file Word, ci ho provato qui: quindi la revisione 13  http://piratepad.net/ep/pad/view/ltis13-calmansi/0xQofLKXXl – offre la traduzione francese delle “Just So Stories” di Kipling di cui mi ero fatta un e-libro da portare sul tablet. Veramente nella versione .txt: PiratePad mi ha rifiutato quella .odt formattata da cui avevo fatto il PDF.

11 aprile pomeriggio

Tra l’8 aprile e oggi: accompagnamento nell’esplorazione computer della signora (lunedì) e del signore (mercoledì) X, vedi sotto. Dentista martedì e oggi.

Continuazione della taggatura in https://www.diigo.com/user/calmansi/luogoabitanti dei commenti a  http://iamarf.org/2013/04/03/ltis13-il-luogo-e-i-suoi-abitanti/  che avevo incasinata inseguendo una serie di scambi. Quella la vorrei finire, anche se non intendo taggare tutti i commenti di del cMooc, però almeno incomincio a vedere come la cosa si potrebbe organizzare collaborativamente.

Lettura dei nuovi post del cMOOC e dei commenti (anche se non li taggo più, la taggatura precedente me li fa leggere diversamente, per filoni tematici), + qualche commento mio – http://iamarf.org/2013/04/09/ok-qualcosa-su-piratepad-ltis13/#comment-14041; http://iamarf.org/2013/04/09/a-coloro-che-temono-di-perdersi-qualcosa-ltis13/#comment-14078 – ma anche in http://moocoholic.wordpress.com/2013/04/03/mookie/.

E mentre ri-rispondevo a Mookie, mi sono accorta che quei **** di Coursera hanno cancellato il loro team Amara che oltre alla correzione dei loro sottotitoli automatici e la traduzione del risultato corretto, permetteva ai partecipanti ai corsi conclusi di almeno ritrovare i video delle lezioni, visto che tutto il resto del materiale scompare a fine corso. La cancellazione del team li ha sparpagliati senz’ordine in Amara.

Da qui: taggatura delle versioni Amara dei video del MOOC Digital Signal Processing (cui partecipo) che prima erano radunati nel team, sotto https://www.diigo.com/user/calmansi/dsp%20formerly_amara_official, completamento della lista in  https://share.coursera.org/wiki/index.php/DSP:Subtitles, commento allo thread “how to find my Coursera video in Amara” http://support.amara.org/support/discussions/topics/12894  iniziato da Daisy sul forum di aiuto di Amara, con poca speranza di risposta visto che la domanda di Daisy è rimasta inevasa da 3 mesi ma non si sa mai.

(Qualche giorno fa ho cambiato la mia ID su quel forum da Claude Almansi a calmansi justanAmarauser per evitare malintesi: vedi gli ultimi scambi con Eri Pançi in  http://support.amara.org/support/discussions/topics/16839 – ma se quelli di Amara continuano a concottare revisioni assurde del software mirate ai loro utenti paganti senza interagire con gli user hoi polloi sul forum, alla fine faranno fatica a trovare volontari per i loro schemi a pagamento di crowdsourced subtitling)


Non solo luci

Copio qui un commento troppo lungo al post  http://iamarf.org/2013/04/11/non-solo-luci-ltis13/ di Andreas: forse qui mi riesce accorciarlo. Oppure lì ne faccio un altro sulle app che ti chiedono di lasciarle fare cose capestre in altri tuoi account: cfr di nuovo Amara con quella stronzata madornale della sincronizzazione degli account YouTube con sottotitoli Amara [fatto in  http://iamarf.org/2013/04/11/non-solo-luci-ltis13/#comment-14146]:

Accompagno una coppia di pensionati adorabili nella loro esplorazione del computer e della rete. A turno, perché come ha dichiarato la moglie, iniziatrice di quell’informatizzazione che ha già fatto un corso formale, altrimenti litigano. Beh, lei permette al marito di assistere purché stia zitto, ma quando spetta a lui, lei preferisce andare a far la spesa.

Lei ha due account e-mail: uno hotmail che gestisce con explorer, uno gmail che gestisce con chrome. Ha impostato chrome in farsì (sono iraniani) e explorer in francese (“così capisco dove sono,” mi spiega) . La prima volta che ci siamo viste, mentre controllava la posta, mi ha chiesto:

– Ma cosa sono queste password che devo mettere per vedere le mail? A cosa servono?
– Beh, sono come i codici PIN per i conti bancari.

Ah.” Ci pensa su, poi: “Una cosa seria, allora.”

La seconda volta mi annuncia che prima vuol ascoltare canzoni che un’amica le ha dato su una chiavetta USB, poi creare un account facebook per vedere le foto che le figlie vi condividono.

Cominciamo con la chiavetta. “Quando cerco di aprire una canzone mi arriva un messaggio lungo che non capisco,” mi dice (parla un francese perfetto, ma fa più fatica a leggerlo). Rifacciamo. In effetti, appare un messaggio della Microsoft che dice in sostanza che i file di quella chiavetta sono estratti da un CD sotto copyright, che pertanto lei deve scaricare una licenza d’uso personale, e che la Microsoft terrà traccia di tutti gli ascolti di ciascun file su qualsiasi computer. La signora capisce, però le sembra una cosa molto bizzarra. Confermo che lo è, e le dico che ha la scelta: scaricare quella licenza-spia per ascoltare le canzoni o rinunciare ad ascoltarle. Scarica la licenza, ma nella consapevolezza di quel che fa, almeno.

Passiamo alla creazione dell’account Facebook: come descrive Andreas, solo che lei vede la frase sulle condizioni d’uso e la privacy. Apre il link delle condizioni d’uso, in francese pure quelle. Leggiamo assieme il primo paragrafo, poi lei da un’occhiata alla barra di scorrimento: “Ma la pagina è ancora molto più lunga, poi c’è ancora la dichiarazione sulla privacy! Come fa la gente a leggere tutta quella roba?” “Beh, su circa un miliardo di utenti Facebook, è probabile che molti in realtà non leggano queste cose prima di creare un conto. Veda lei: visto che lo vuole solo per vedere le foto condivise in famiglia dalle sue figlie, può anche mettere pochissimi dati.” Fa così.

</commento non aggiunto>

12 aprile 2013

Coursera/Amara

Copia delle ultime attività del team Coursera di Amara: visto che PiratePad non conserva gli hyperlink, in  http://www.webmultimediale.org/almansi/2013/04/copia_delle_ultime_attivita_de.html.

Non solo luci

Ho resistito alla tentazione di aggiungere il link a “Banned on Facebook – When Facebook Doesn’t Like You [Feature]” http://www.makeuseof.com/tag/the-travails-of-banned-users/ nei commenti a http://iamarf.org/2013/04/11/non-solo-luci-ltis13/, perché c’erano già molti commenti su Facebook. Invece l’ho aggiunto nel gruppo Diigo per ltis13: https://groups.diigo.com/group/ltis13.

13 aprile 2013

Blog

Ieri Andreas ha annunciato il post su aprire i nostri blog per ltis 13 questo week-end. Non so ancora se userò http://www.webmultimediale.org/almansi/, o https://almansi.wordpress.com/, o se me ne farò uno nuovo.

Ma penso di preparare il 1° post con tutta la roba di questo pad, cambiando i ***** grassetto sottolineato e grassetto di PiratePad in stili gerarchici razionali, per poter fare un sommario, come avevo fatto in http://etcjournal.com/2010/12/26/of-cows-captions-and-copyright/.

Il primo blog l’avevo aperto con blogger.com (che Google non si era ancora pappato) il 30 agosto 2002: http://adisi.blogspot.com. Adesso rimane soltant l’ultimo post del 19 ottobre 2006, che annunciava il trasferimento a http://adisi.livejournal.com/ perché il blog lo scrivevamo Giovanni Rengucci ed io, e livejournal offriva l’interfaccia in francese, che Giovanni sa benissimo, mentre l’inglese meno. Ma su livejournal avevo trasferito selvaggiamente tutti i post del primo blog, facendo il copia-incolla dei post di tutto un mese in un solo post che retrodatavo al 1° del mese pertinente: da qui qualche post assai incasinato, perché trascinavo un mucchio di indicazioni XML della “cornice” che i post non digerivano.

Il primo l’avevo aperto perché nella mailing list http://groups.yahoo.com/group/wwwedu (creata da Andy Carvin, che allora era altrove, non su yahoo) c’era un’appassionata discussione sui blog che alcuni chiamavano weblog. Weblog = diario di bordo sul web, fin lì ci arrivavo, ma il concetto non mi era chiaro. Allora ho fatto una ricerca con Google e il primo risultato era blogger.com.

[Mmm sembra che PiratePad e/o la mia connessione stiano facendo le bizze da finesettimana]

Quindi ho guardato blogger.com e ho pensato “Tombola, è  proprio quel che cercavamo per il notiziario di ADISI!” (ADISI = Associazione di Diritto Informatico della Svizzera Italiana, fondata da Giovanni Rengucci, dove sono stata incaricata dell’informazione dal 2002 al 2006) Giovanni m’ha dato l’OK e ho aperto il blog.


Digital Divide Network – RSS

Andy Carvin gestiva anche un’altre mailing list chiamata Digital Divide Network o DDN dal 1999. A gennaio 2004, ha lanciato la piattaforma DDN dove gli utenti avevano ciascuno il proprio blog, potevano creare comunità per gestire progetti, condividere informazioni ecc. E soprattutto c’era un fottío di feed RSS.

(Avevo avuto il piacere di essere tra i beta-tester a fine 2003. Come beta-tester sono brava: combino casini che gli sviluppatorimanco si sognano che possano accadere, e su DDN ne ho combinati tanti. Ma grazie alla formazione di interprete, ho una buona memoria a breve termine, quindi posso descrivere abbastanza precisamente cos’ho fatto appena prima che scoppii il caos)

Adesso il sito della piattaforma – http://www.digitaldivide.net/ – rimane soltanto allo stato di archivio museale statico, però molte cose si possono recuperare tramite la Wayback Machine dell’Internet Archive. Ad esempio: “What’s RSS and Why Should I Care About It?” di Andy Carvin, del 7 Dicembre 2004  http://web.archive.org/web/20051210053217/http://www.digitaldivide.net/articles/view.php?ArticleID=68   che iniziava:

You may have noticed recently that lots of websites now contain little graphical buttons with the word XML on them. For example: [pulsante arancione rettangolare con le lettere XML]. When you click on the button, all you see is a bunch of jumbled text and computer code. What’s this all about? It’s an RSS feed, and they’re changing the way people access the Internet. (…)

Oggi, quando clicchi sull’icona di un feed RSS – come quella che Andreas ha inserito in http://iamarf.org/2013/04/08/come-seguire-le-fonti-in-internet-ii-ltis13/, ti arriva una bella lista pulita con titoli linkati in grassetto, breve descrizione e elenco dei file inseriti e scaricabili, perché ormai, sin da Firefox 1.0, i browser quel “bunch of jumbled text and computer code” te lo interpretano “per umani” (per riprendere la terminologia delle licenze Creative Commons).

Più bello e più comodo, certo. Però quel “jumble” alla fine non era mica tanto un jumble, ordinatissimo anzi, e istruttivo – anche se per scrivere “Firefox 1.0 è uscito oggi. Novità: il “newsreader incorporato” ” (http://adisi.livejournal.com/20329.html – 9 novembre 2004) mi ero dovuta far aiutare da Mahdi Mezher, che lui l’XML lo leggeva correntemente.

Ed è stato anche Mahdi ad impostarci in XML il feed per il podcast di Tam Tam, la trasmissione radiofonica di ADISI: aveva scritto la testa, la coda e un primo item del feed: così Giovanni ed io ricopiavamo semplicemente quell’item cambiando i dati per la nuova trasmissione (poi ne avevamo fatto una versione umanizzata via feedburner per i lettori: http://feeds.feedburner.com/AdisiPodcast). Ogni tanto ci dimenticavamo di cambiare un dato, allora il feed appariva un po’ strambo, ma era facile correggere.

E mi è servito anche nel 2007, quando ho iniziato a partecipare a Webmultimediale.org, per imparare a sottotitolare i video. Allora usavamo SMIL, e creare un file SMIL e un file di sottotitoli con MAGpie era facile, ma non riuscivo a capire come quel file SMIL poteva far girare quello dei sottotitoli con i video – finché l’ho aperto con un editore di testo era come quello del podcast, ma più semplice.

[Fine del diario “fuori blog” per #ltis13: perché Andreas ha pubblicato http://iamarf.org/2013/04/13/apriamo-il-blog-ltis13/ quindi sto copiando quanto scritto finora qui.]